Giorgio Genetelli e “La conta degli ostinati” ospiti di ECO Libro a Biasca

Lo scorso 19 ottobre, una sera di giovedì, lo scrittore e giornalista preonzese Giorgio Genetelli ha fatto visita alla libreria ECO Libro di Biasca dove, in occasione della presentazione della sua nuova opera letteraria “La conta degli ostinati”, ha incontrato utenti e amici della libreria biaschese. Il libro, che non è un romanzo,  è una sorta di “diario di viaggio” fra diciotto racconti diversi fra loro ma tutti uniti dal filo conduttore dell’introspezione che l’autore cerca nei confronti dei protagonisti in essi ritratti. Storie di paese, certo, ma poi nemmeno tanto, in quanto i racconti di Giorgio Genetelli alla fine si adattano benissimo ad ogni tipo di ambientazione nella quale li si voglia trasportare o ambientare. Potremmo cambiare il contorno nel quale gli eventi si dipanano, trasformare la montagna in mare, ma gli accadimenti sarebbero comunque sempre quelli descritti dal bravo “caratterista” rivierasco che con la sua penna, proprio come un attore al quale  è affidata l’interpretazione di personaggi di spiccata singolarità, interpreta al meglio i suoi soggetti e ce li presenta talmente tangibili da arrivare a spingerci a confonderli con la realtà.

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“La conta degli ostinati” è composto da diciotto racconti che si uniscono in un quadro di variegate umanità, con l’ostinazione come comune denominatore.
I personaggi che Genetelli porta alla nostra attenzione in questo libro sono come asini: animali testardi, empatici, divertenti, folli, intelligenti, indipendenti, irregolari. Ma soprattutto inseguono chimere con la catastrofe come traguardo, però con una forza vitale e anti-conformista da sfiorare quasi l’anacronismo.
Il folto pubblico che ha riempito la calda libreria dell’intraprendente Giorgia Schmid ha infine applaudito calorosomente, dimostrando di apprezzare il libro ma anche l’autore che, come i suoi personaggi, viaggia spesso e volentieri in “direzione ostinata e contraria”, per citare il titolo di un bellissimo disco di Fabrizio De André e come Giorgio stesso ha sottolineato proprio in aperture di serata.

Giorgio Genetelli
 La conta degli ostinati
 Racconti - 160 pagine
     Disponibile anche in formato eBook su più piattaformecover-genetelli-ebook

 

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ARBOK dedica due quadernetti agli autori bleniesi

Il collettivo di scrittori pubblicati da ANAedizioni si arricchisce dei racconti di Sara Rossi Guidicelli e Davide Buzzi

 Da ormai quattro anni il Ticino è rischiarato dal progetto editoriale “COLLETTIVO ARBOK GROUP”, un’idea certamente ambiziosa ma che comunque fin dal primo momento ha voluto fare i passi secondo la gamba, senza strafare e senza nemmeno scendere a quei compromessi commerciali che ne potessero garantire la continuità di pubblicazione a qualunque costo.
Il Collettivo Arbok è un gruppo aperto di scrittori, affiancati dall’artista Gabriele Zeller (autore di tutte le copertine), dall’editore Franco Lafranca e dal grafico Maurizio De Marchi.
L’opera consiste nella pubblicazione di un racconto al mese, di una lunghezza massima di circa 10’000 battute, in un quadernetto del formato libro tascabile.
Le copertine sono tutte curate dal artista pittore Gabrielle Zeller, il quale per ognuno dei volumetti realizza un vero e proprio quadro a olio che di volta in volta tratteggia un personaggio o un aneddoto racchiusi nel racconto presentato.
Coordinatore del Collettivo è lo scrittore e giornalista Giorgio Genetelli, che è anche autore di alcune storie raccolte nella collana.
Lo zoccolo duro degli scrittori del Collettivo è formato da Walter Rosselli, Fosca Bernasconi Crivelli, Francesco Giudici, Fabiana Bassetti Del Curto e Romano Lorini.
A loro si sono aggiunti nel corso degli anni anni figure di spicco come Doris Femminis, Arnaldo Alberti e Alessandro Martini, giovani esordienti come Rocco Cavalli e Ambra Giacometti, Cinzia Giaccardi Lars Schlichting, Omar  Ravani, Joe Pieracci, Benedetta Giorgi Pompilio, Wanda Luban, Luca Saltini, Attilio Mariotti, Lorenzo Scascighini, Gianni Mengoni, Luca Dattrino e altri.
Con il numero 38 (uscito nel corso del mese di agosto) e con il numero 40, che arriverà nelle bucalettere di tutti gli abbonati e nelle librerie convenzionate verso la metà di ottobre, due nuove scoperte si sono aggregati ad ARBOK.

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Sono i bleniesi Sara Rossi Guidicelli con il suo racconto “La bici di Glauser“, che da Ponto Valentino scende in sella alla bici rubata da uno dei grandi libertari svizzeri, tanto negletto quanto geniale, e Davide Buzzi con “La multa“, storia di paese che inguaia la moglie indisciplinata del sindaco di un comune bleniese con una multa dal sapore goliardico.

Il progetto è aperto a chiunque voglia scrivere e abbia storie da raccontare. L’editing e la valutazione dei testi è affidata al Collettivo stesso.
L’opera si sostiene con il passaparola, alcune presentazioni pubbliche e soprattutto con la sottoscrizione di abbonamenti.
La campagna-abbonamenti per la nuova stagione (da luglio 2017 a dicembre 2018) è ancora in corso. Per 90 franchi, ognuno ha la possibilità di abbonarsi a i racconti Arbok Group (18 libretti) e ricevere i libri ogni mese per posta a casa propria.COP V+R SaraROssi.jpg

 Contatti:
impressione.anaedizioni@gmail.com

oppure
giorgiogene@bluewin.ch

Link:
http://arbokanaedizioni.blogspot.co.ke
https://www.facebook.com/I-Racconti-ARBOKgroup-1397083877240569


Archiviata con successo la 27° edizione di Spartyto 2017, in Piazza a Biasca

Col bel tempo nell’ultimo fine settimana d’agosto è diventata prassi che le manifestazioni di Spartyto ottengano un successo di pubblico e consensi da parte di tutti i partecipanti.

Il venedi 25 agosto, dopo l’ormai consueto aperitivo d’apertura, offerto a tutta la popolazione dallo sponsor principale ( Raiffeisen ) e garantito dal catering di Spartyto, la serata è stata dedicata ai giovanissimi con le esibizioni dei Trappers di casa nostra, Cristian Margelia e Chris Laway. Per l’occasione acclamati da alcune centinaia di Teenagers assiepate sotto il palco dominante la Piazza centrale di Biasca. Fans che si sono fatte sentire ancor più con gli spettacoli dei Rappers Raige e Gionny Scandal. Quest’ultimo si è poi dovuto concedere per oltre mezz’ora per gli autografi e i Selfie, al termine della propria performance. In chiusura di serata, gli Articolo 31 che hanno riproposto le Hit che negli anni ’90 li hanno portati al successo ed in testa alle classifiche nella vicina penisola.

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OLTRE (cover di Baglioni) il coro Filling the Music di Pura

Il sabato ha nuovamente riscontrato enorme successo la 3° adizione di “Motorin in Piazza”, grazie all’Automotoclub Biasca, con ben 120 partecipanti alla Motorinata col giro della valle di Blenio e alle prove d’abilità pomeridiane.

In serata, ad aprire la Notte dei Tributi ci ha pensato il coro Filling the Music di Pura, formato da una trentina di giovanissime ragazze e ragazzi e forte delle oltre 35 milioni di visualizzazioni su Youtoube. Coro che ha presentato tutti i brani del CD recentemente pubblicato, riscontrando grande apprezzamento del pubblico che si è lasciato emozionare dalla reinterpretazione di brani Pop e Rock di successo. Da notare la vibrante esibizione nel pezzo “Strada Facendo” eseguita con la Band Tributo di Claudio Baglioni.

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Da quel momento è stato un crescendo di eccellenti esibizioni con Band d’alto livello tecnico che hanno interpretato brani di  Brian Adams, Lady Gaga ( vero e proprio spettacolo ripreso dagli Show di Lady Gaga ed interpretato con il supporto di tre ballerini )  per finire col Tributo ai Muse. Come sempre il Comitato di Spartyto è riuscito a portare sul palco di Biasca gruppi dalla professionalità indiscussa che hanno soddisfatto anche le pretese del pubblico più esigente. Oltre ai concerti principali, durante il fine settimana Biaschese si sono esibiti altri tre gruppi negli aperitivi musicali ( WHY AMY, SOUL KITCHEN e GOD’S DOG ), portando l’offerta totale a ben 14 concerti in due giorni. Non dimentichiamo poi le attività rivolte ai più piccoli che si sono svolte nel pomeriggio di sabato grazie alle varie associazioni Biaschesi e a Gioventù e Sport.

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The Fame Monster (Lady Gaga Show)

Principale beneficiaria dell’utile di questa edizione sarà l’Associazione ATRE di Claro ( Ass. Ticinese di Rieducazione Equestre ) www.rieducazione-equestre.ch parallelamente alle altre associazioni che hanno collaborato alla riuscita di Spartyto, assieme agli oltre 80 volontari. Un particolare ringraziamento va all’Ass. DeRo che come sempre ha garantito la cucina sull’arco dei due giorni.

Ass. Spartyto


I Gotthard a MOON & STARS festeggiano le nozze d’argento con il loro pubblico

La band ticinese ha chiuso l’edizione 2017 del Festival locarnese, emozionando il folto pubblico presente, in un concerto che ha ripercorso le tappe di una storia che dura ormai da 25 anni.

Dai Forsale ai Gotthard

Chi l’avrebbe mai detto che quei ragazzi che agli inizi degli anni novanta, oltre che a esibirsi sul palco, lavoravano saltuariamente al bancone del bar del Rock Cafe di Biasca (già Teatro Politeama) sarebbero arrivati tanto lontano? Probabilmente nemmeno loro.
Certamente Leo Leoni e Steve Lee, intanto che davano un colpo di straccio ad un tavolino o mentre spinavano una birra da servire ad uno degli abitué che frequentava il club biaschese nei week end musicali organizzati dall’instancabile promoter Carlo antognini, sapevano benissimo che il loro futuro non sarebbe stato quello dei baristi. Certo!
Ma da lì a pensare di diventare delle star dell’hard rock a Livello mondiale, ce ne correva. E nemmeno il basilese Marc Lynn – con una ragazza dalle parti di Polmengo –, bassista di grande talento, che per sposare la scommessa che più tardi avrebbe preso il nome di Gotthard aveva abbandonato una promettente carriera con i zurighesi China, probabilmente ci avrebbe scommesso.

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Anni 90; I Gotthard con Chris von Rohr (foto online)

A quel tempo i ragazzi del Rock Café di Biasca si chiamavano Krak e nella band militavano, oltre ai leader storici Steve e Leo, il batterista Fabian Rose-Pesciallo e il bassista Lutz Warsitz (che lascerà poi la band per cedere il posto a Marc Lynn). E prima ancora Forsale, con una formazione assai diversa, senza Leo, con Kiko Berta alle chitarre, Maurizio Pedretti al basso, Neil Otupacca alle tastiere e organo Hammond e con il futuro frontman Steve Lee alla batteria. Il cantante era Flavio Hochstrasser.
In seguito Steve passò alla voce, per lasciare l’incombenza della batteria a Johnny Frizzi, mentre alla band si aggregava il biaschese Lupo Lupazzi alla chitarra.
Steve, Leo e Marc magari non presagivano di arrivare tanto lontano, ma quello che è vero è che, del fare della musica il loro mestiere, ci credevano. E si sa che la volontà può tutto.

Il contributo determinante
di Chris Von Rohr 

Ad un certo punto, nel 1991, al produttore e manager dei Krack Marco Antognini si affianca il bassista storico dei Krokus, Chris Von Rohr e i Krak volano a Los Angeles per registrare il loro primo album. Al ritorno dalla sessione di registrazione negli USA La band si rivoluziona; Pesciallo lascia la band per far posto al nuovo batterista Hena Habegger e alla chitarra si aggiunge Theo Quadri (sostituito l’anno seguente da Jgor Gianola). Il nome però non va bene, Krak ha una connotazione negativa e bisogna trovare un altra denominazione, qualcosa che richiami alla Svizzera e che stabilisca inequivocabilmente che il genere musicale di questa band è il rock and roll.
Anzi no! Non rock and roll, qui si parla di hard rock!

Da hard a Gotthard il passo è breve. Non è dato a sapere di chi sia stata l’idea, ma quel ch’è certo è che questo colpo di genio, oltre alla notevole qualità artistica del progetto, fu sicuramente rilevante nel garantire il successo mondiale della band ticinese con base in quel di Lugano ma biaschese d’adozione!
Nel 1992 esce così il primo album, che porta il nome stesso della band, “Gotthard” e il successo è immediato.

La scomparsa di Steve Lee
e l’arrivo di Nic Maeder

Da quel momento in poi tutto diventa storia, fino a quel maledetto 5 ottobre del 2010, quando lungo la Route 66 – al confine con la Death Valley -, un tragico incidente costa la vita al frontman Steve Lee.
Dopo lo smarrimento iniziale e i molti dubbi che assalgono tutti gli altri componenti della band, finalmente i Gotthard si risollevano e in onore del loro cantante tragicamente scomparso pubblicano l’album “Homegrown – Alive in Lugano“.
Poi il nuovo cantante Nic Maeder arriva a sostituire Steve e nel 2012 con la pubblicazione di “Firebirth“,  la storia prende un nuovo inizio.

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I Gotthard a Moon & Stars 2017 (foto D. Buzzi)

 “Silver” a Moon & Star 2017

E lo scorso 22 ottobre, al Festival Moon & Stars, in Piazza Grande a Locarno i nostri hanno per l’appunto dato vita ad un vero e proprio concerto antologico che ha ripercorso tutti i 25 anni della loro carriera, fino alla canzoni tratte dal loro ultimo lavoro,  con Leo Leoni a trascinare il resto della band in un vortice di note e di colori, dove la voce di Nic Maeder riesce sempre ad uscire imperante ma mai prepotente.

La voce di Steve in Piazza
e la jam session con i Krokus

Ma nel momento nel quale la voce registrata di Steve Lee ha risuonato nuovamente in Piazza Grande sulle note di “Heaven”, suonata dal vivo dall’intera band, la commozione fra i quasi 10’000 presenti è stata palpabile. Sembrava che Steve non se ne fosse mai andato, che fosse ancora lì con noi, con quel suo modo di fare sbarazzino e il suo grande sorriso. È con questa immagine e con “Come Together” dei Beatles, eseguita come bis finale in jam session con i Krokus, che Moon and Stars ha chiuso questa sua 14a edizione, la prima del  nuovo corso voluto da Ringier e sotto la direzione di di Energy Schweiz AG.
Dopo tanti anni, la Piazza Grande di Locarno era ancora  gremita di pubblico, per assistere al concerto antologico della band svizzera per eccellenza, quei Gotthard che nel 1992 si erano presentati per la prima volta al pubblico con il loro album omonimo.

Probabilmente nessuno, nemmeno Steve Lee, Leo Leoni, Marc Lynn, Hena Habegger e più tardi Freddy Scherer e Nic Maeder a quel tempo avrebbero predetto tanta longevità per il loro progetto. Eppure, 25 anni dopo i Gotthard sono ancora qui e a simboleggiare tutto questo è proprio il titolo dl loro nuovo album, “Silver”; le nozze d’argento fra la band e il loro pubblico.
A Locarno i nostri hanno dato vita ad un vero e proprio concerto antologico che ha ripercorso tutti i 25 anni della loro carriera, fino alla canzoni tratte dal loro ultimo lavoro.

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I Gotthard a Moon & Stars 2017 (foto D. Buzzi)

Protagonisti anche dell’ultima serata del Festival del Film

E in chiusura ricordiamo che anche il Festival del Film di Locarno ha voluto riservare il suo omaggio ai Gotthard, dedicando la serata di chiusura di questa 70° edizione al 25° compleanno della storica rock band ticinese. Infatti sabato 12 agosto il grande schermo della piazza è stato illuminato dalla proiezione del documentario di Kevin Merz  “Gotthard – One Life, One Soul”, un film che, attraverso la voce stessa dei protagonisti e molti documenti d’epoca, magistralmente ne ripercorre la storia, rivelando anche qualche particolare curioso che rende questa storia unica e magica.

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Per informazioni: http://www.moonandstarslocarno.chhttp://www.gotthard.com/it

 


I Gotthard a MOON & STARS chiudono l’edizione 2017

La band ticinese ha emozionato il folto pubblico presente, ripercorrendo le tappe di una storia che dura ormai da 25 anni

Ad aprire la calda serata locarnese ci hanno pensato i solettesi Krokus che, malgrado la loro non più giovane età, si sono esibiti sul palco di Moon & Stars con l’entusiasmo degno di un gruppo di ventenni. I musicisti confederati non si sono certo risparmiati con la presentazione del loro nuovo album “Big Rocks” – in verità disponibile sul mercato già da diversi mesi –, un lavoro tutto dedicato alle cover dei più bei brani della storia del rock e che fra gli altri contiene le versioni rivisitate di “The House Of The Rising Sun”, degli Animals, “Rockin’ In The Free World” di Neil Young, “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin, “Born To Be Wild” degli Steppenwolf, eccetera…

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Locarno – I Krokus sul palco di Moon & Stars 2017 (Foto D. Buzzi)

Poi, dopo un veloce cambio palco che ha permesso ai presenti di potersi rinfrescare, finalmente sono apparsi i beniamini di casa, con Leo Leoni a trascinare il resto della band in un vortice di note e di colori, dove la voce di Nic Maeder riesce sempre ad uscire imperante ma mai prepotente.

Ma è nel momento in cui la voce registrata di Steve Lee ha risuonato nuovamente in Piazza Grande, sulle note di “Heaven” – suonata dal vivo dall’intera band -, che la commozione fra i quasi 10’000 presenti è stata palpabile. Sembrava che Steve non se ne fosse mai andato, che fosse ancora lì con noi, con quel suo modo di fare sbarazzino e il suo grande sorriso. È con questa immagine e con “Come Together” dei Beatles, eseguito come bis finale in jam session che Moon and Stars ha chiuso questa sua 14a edizione, la prima del  nuovo corso voluto da Ringier e sotto la direzione di di Energy Schweiz AG.

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Locarno – I Gotthard sul palco di Moon & Stars 2017 (Foto D. Buzzi)

E ieri sera, come detto, la Piazza Grande di Locarno era ancora una volta gremita di pubblico, per assistere al concerto antologico della band svizzera per eccellenza, quei Gotthard che nel 1992 si erano presentati per la prima volta al pubblico con il loro album omonimo.

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Moon & Stars 2017 – Gotthard (Foto D. Buzzi)

Probabilmente nessuno, nemmeno Steve Lee, Leo Leoni, Marc Lynn, Hena Habegger e più tardi Freddy Scherer e Nic Maeder a quel tempo avrebbero predetto tanta longevità per il loro progetto. Eppure, 25 anni dopo i Gotthard sono ancora qui e a simboleggiare tutto questo è proprio il titolo dl loro nuovo album, “Silver”, le nozze d’argento fra la band e il loro pubblico.
Ecco che quindi in Piazza Grande i nostri hanno per l’appunto dato vita ad un vero e proprio concerto antologico che ha ripercorso tutti i 25 anni della loro carriera, fino alla canzoni tratte dal loro ultimo lavoro.
A fine concerto sorpresa generale con i cannoni del palco a sparare coriandoli rossi come l’amore sul pubblico locarnese, mentre nel cielo della cittadina i fuochi d’artificio hanno salutato la piazza con un caloroso arrivederci al 2018.

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La piazza stracolma per i loro beniamini (Foto D. Buzzi)

Articolo e fotografie di Davide Buzzi

 

Il filmato

Gotthard e Krokus. Due dei più leggendari gruppi svizzeri hanno celebrato il Sabato sera insieme la chiusura di questa edizione del Moon & Stars.

Per informazioni: http://www.moonandstarslocarno.ch


MOON & STARS, il Festival dei sogni…

Successo, spettacolo e divertimento per questa nuova edizione dell’evento musicale per eccellenza in Ticino

“Il Festival dei miei sogni”, parole queste scandite più volte dal sindaco di Locarno Alain Scherrer durante questo giorni del nuovo corso di Moon & Stars, evento passato da quest’anno sotto l’ala organizzatrice di Energy Schweiz AG.

“Un livello così alto non era mai stato raggiunto da Moon & Stars e anche il successo di pubblico, che a due terzi della manifestazione ha già superato ampiamente i volumi degli anni precedenti, sta a significare che la gente ama questo nuovo concetto sul quale è stato costruito il nuovo corso dell’evento”, questo invece è quanto espresso dagli organizzatori, i quali non nascondono certo la loro soddisfazione al nugolo di giornalisti che ogni giorno assiepano l’ala a loro riservata o che seguono le diverse conferenze stampe organizzate.
Infatti quest’anno, per la prima volta, anche il viale che si allunga da dietro il maestoso palco di Piazza Grande fino a raggiungere il lungo lago è stato coinvolto nella kermesse locarnese, con la creazione di palchi sui quali molti artisti locali, o anche solo meno noti, possono esibirsi mentre visitatori e turisti si perdono fra bancarelle e roulotte dedicate all’arte dello street food.

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Ragazzi assiepati fin dal primo pomeriggio ai cancelli d’entrata di Moon & Stars (Foto D. Buzzi)

Di tutto rispetto il catalogo di artisti sciorinato fin qui dagli organizzatori e che hanno calcato il futuristico stage di Piazza grande, che fin dalla prima serata non hanno fatto mancare assolutamente nulla al pubblico locarnese e mantenendo sempre un occhio di riguardo pure nei confronti dei turisti provenienti da oltre Gottardo.
Macklemore & Ryan Lewis  con J -Ax & Fedex, Zucchero e la cantautrice newyorkese LP (al secolo Laura Pergolizzi), Gölä e Trauffer, Jamiroquai, Amy Macdonald e Züri West, tanto per citarne alcuni, hanno regalato tanta buona musica e divertimento a questa piazza grande sempre gremita, seppure non sempre fortunata quanto a meteo.

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La piazza durante il concerto di Zucchero (Foto E. Patelli)

E questa sera il gran finale con il ritorno in Piazza Grande della band ticinese dei Gotthard, supportata per l’occasione da un opening act di tutto rispetto, dal momento che sarà la storica band solettese dei Krokus ad aprire la serata e a scaldare il folto pubblico che certamente ancora una volta accorrerà nella cittadina lacuale sopracenerina.

Un ulteriore nota positiva ha caratterizzato fino a questo momento anche questa edizione di Moon and Stars (come per’altro è stato pure il caso nel corso delle precedenti edizioni), ovvero il fatto che malgrado l’enorme afflusso di pubblico in quel di Locarno, oltre 100’000 persone, tutto è andato bene e non ci sono stati incidenti di sorta. Merito certo della perfetta organizzazione e dell’imponente servizio d’ordine che ininterrottamente vigila sulla Piazza grande e i dintorni, ma anche e soprattutto della civiltà di tutti i frequentatori della kermesse, che per nulla al mondo vogliono rovinare questa bella festa globale.

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Soundcheck  pomeridiano (Foto D. Buzzi)

Per informazioni e riservazioni: http://www.moonandstarslocarno.ch

 


Da Biasca a Oslo e ritorno

In VW maggiolino fin sui fiordi della Scandinavia

Quando si pensa alla Scandinavia si pensa a paesaggi straordinari, fiordi a picco sul mare, migliaia di isolette sparpagliate per il Mar Baltico come un’immensa grande Venezia che si disperde oltre le possibilità visive dell’occhio umano, popolazioni discendenti dagli antichi vichinghi e dagli indigeni dell’etnia Sami, grandi città e soprattutto paesaggi selvaggi e incontaminati come non se ne trovano in nessun’altra parte d’Europa.
Un gruppo di 8 amici appartenenti al VW Boxer Team Ticino lo scorso 8 giugno sono partiti da Biasca con un convoglio composto da 4 VW maggiolini, una porche Speedster e un furgone T3 per raggiungere quei luoghi per noi così remoti per un viaggio della lunghezza complessiva di quasi 5500 km fra andata e ritorno.
In questa trasferta i nostri hanno toccato ben sei stati diversi; Liechtenstein, Austria, Germania, Danimarca, Svezia, e Norvegia, per poi finalmente rientrare in Svizzera. Il punto più a nord raggiunto è stata la città di Oslo, capitale della Norvegia e metropoli con una popolazione di circa 658’000 abitanti.

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Le macchine durante una pausa in riva al fiordo di krogstadfjorden.

Durante il loro viaggio i “piloti” ticinesi si sono fermati per un paio di giorni nella città di Mjölby (SV), per partecipare al grande raduno VW BUG RUN, tenutosi nel week end dell’11/12 giugno presso l’autodromo di Mantorp, dove hanno potuto fare amicizia con molti appassionati nordici della storica casa automobilistica tedesca, i quali si sono dimostrati sorpresi e felici di poter incontrare un gruppo giunto dalla lontana Svizzera per partecipare al loro raduno.

Dopo 10 giorni sulle strade d’Europa, trascorsi fortunatamente senza incidenti e praticamente senza quasi nessun imprevisto, fatta eccezione per uno stop forzato di cinque ore in autostrada dalle parti di Rendsburg (D), durante lo spostamento da Copenaghen aAmburgo e dovuto ad una colonna della lunghezza di ben 24 km, il 18 giugno gli amici del VW Boxer Team sono rientrati in Ticino, ricchi di una nuova e grande avventura certamente indimenticabile.

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“Noi arriviamo da là”. In pausa sulle rive del Fiordo di krogstadfjorden, indicando la Svizzera.