Memoriale di un anomalo omicida seriale

Sanremo 2020 – Quel che succede a Sanremo…

Bugo vs Morgan,
una crisi figlia degli indici d’ascolto

Fin dagli anni quaranta del 1800, periodo della sua fondazione, a Los Angeles si pronuncia un detto che ben sintetizza lo spirito della metropoli, “Quello che succede a Las Vegas, resta a Las Vegas”. Un motto questo che potrebbe valere anche per Sanremo, ma quello che è sicuro è che la città ligure è più simile a un covo di lavandaie che a un confessionale.
Nel pezzo di oggi era mia intenzione parlare della vittoria nella categoria Nuove Proposte di Leo Gassman, come anche affrontare l’argomento del regolamento deleterio adottato, che falcidia i giovani dal Festival della canzone.
E invece no, il “coup de foudre” messo in scena sul palco dell’Ariston da Bugo e Morgan poco dopo la una e trenta del mattino ha fatto diventare obsoleta pure la vittoria del giovane Leo e tutto quanto accaduto prima di quell’ora X.

Bugo e Morgan.jpg
Sanremo 2020 – Bugo e Morgan lungo il red carpet, quando ancora l’intesa era perfetta

Invero nella polveriera la miccia bruciava da qualche giorno, tant’è vero che già giovedì pomeriggio, in occasione della giornata dedicata alle storiche cover del Festival, tramite il suo avvocato Morgan aveva fatto sapere la sua intenzione di non salire sul palco, a causa di un presunto complotto attuato contro di lui da  ignoti. Questo secondo la versione del cantautore milanese. In verità tutta l’impalcatura che reggeva il rapporto fra Bugo e Castoldi era poggiata su un castello di carta e al primo colpo di vento è venuto giù tutto.

Così, dopo tre giorni di tira e molla, durante i quali i due artisti non si rivolgevano nemmeno più la parola, Morgan ha pensato bene di andare a lavare i panni sporchi pubblicamente, attuando delle modifiche al testo della canzone in gara con parole obiettivamente urtanti e che andavano a pesare come insulti gratuiti nei confronti del collega. Tutto questo ha causato la defezione di Bugo che, una quarantina di secondi dopo l’inizio del brano, ha lasciato il palco e si è reso irreperibile.

Per conseguenza l’orchestra si è fermata mentre in sala tensione e imbarazzo si potevano tagliare con il coltello.
Certo non deve essere stato semplice per Rita Pavone, che nella sequenza stabilita doveva esibirsi dopo il duo, mantenere il sangue freddo, anche perché non subito a tutti è stato chiaro quanto fosse appena accaduto. Ma la settantaquattrenne artista italo-svizzera ha dimostrato grande sangue freddo, portando a casa un’esibizione davvero stratosferica.

Bugo e Morgan 4.jpg
Sanremo 2020 — Morgan e Bugo all’Ariston in “Canzone per te” di Sergio Endrigo

Quanto successo all’alba di giovedì 8 febbraio deve far riflettere profondamente  i vertici RAI sui modi operati nella scelta dei brani e degli artisti da portare in gara. Il Festival non può continuare a vivere di polemiche a discapito delle canzoni. Forzare la mano agli eventi e portare a Sanremo personaggi instabili, magari scartando altri artisti di indubbio talento ma certo meno conosciuti o “spettacolari”, magari può regalare all’evento un sacco di promozione a breve scadenza, ma sulla lunga distanza potrebbe anche causare il collasso dell’intero sistema.
Insomma. il Festival della Canzone Italiana di Sanremo deve tornare ad essere quell’evento che il nome giustamente richiama, ovvero un festival di canzoni italiane, e smettere di essere il palcoscenico preferito dalle presunte prime donne dello spettacolo e di chi alla musica antepone unicamente i dati d’ascolto, che con il mondo dell’arte non hanno più niente da spartire .
E adesso, che vinca il migliore!

Bugo e Morgan 2020.jpg
Sanremo 2020 – Bugo e Morgan… Ci vediamo. Da lontano, però…

Sanremo 2020 – La pagella della terza serata del Festival di Sanremo

Chi ha vinto e chi ha perso
nella serata delle cover?

Dopo una terza serata infinita, chiusasi all’alba sulle immagini della classifica sortita dopo l’esibizione in formato cover di tutti gli artisti di questo 70° Festival della canzone, tutta la stampa accreditata si è sbizzarrita nella redazione di ogni sorta di pagella.
Anche il sottoscritto non poteva essere da meno, quindi ho deciso di lanciarmi nella stesura della mia personale scheda di valutazione. Da 1 (voto più basso) a 6 (il massimo) come si usa in Svizzera, e questo è quello che ne è uscito…

Amadeus.jpg

La terza puntata di questo Festival, quanto a estensione temporale ha battuto ogni record. Negli ultimi venti anni mai una serata di Sanremo era arrivata a durare così tanto.
Voto 3 (abbondante quale incoraggiamento a voler ridurre i tempi).

Roberto Benigni
Entra con in scena dal red-carpet con tanto di banda musicale. Sul palco vuole illustrare “Il cantico dei cantici” ma, forse a causa di un fattore d’età che ne lima la lucidità, entra in una sorta di loop infinito e si ripete per una decina di volte prima di finalmente andare a decantare quella da lui definita “La più bella canzone d’amore di sempre”.
La lettura dal comico toscano si fa scivolosa e profonda, suscitando immagini oniriche talmente forti da far arrossire perfino Rocco Siffredi.
Prolisso e fuori tema.
Voto 3.5

Michele Zarrillo con Fausto Leali – “Deborah”
Il riarrangiamento è ben costruito e le due voci sposano bene. Ma Zarrillo e Leali fanno semplicemente scivolare via la canzone senza lode e senza infamia, limitandosi a portare a termine il compitino.
Voto 4

Junior Cally con i Viito – “Vado al massimo”
Privi di mordente e decisamente fuori luogo. L’intreccio non funziona e pure l’intonazione non è spettacolare. Rimandati a un nuovo esame.
Voto 3

Marco Masini con Arisa – “Vacanze romane”
Decisamente qualcosa fra i due va storto e Arisa e Masini riescono a trasformare in una tragedia biblica la canzone che fu dei Matia Bazar.
Voto 3

Riki con Ana Mena – “L’edera”
La maggior parte degli addetti ai lavori si sta ancora chiedendo cosa centrasse Ana Mena con Riki e con Sanremo.
Eppure al sottoscritto “L’Edera”, come presentata dai due idoli adolescenziali, non è dispiaciuta. Perlomeno hanno dimostrato di crederci. Carino anche l’arrangiamento.
Voto 4+

Raphael Gualazzi con Simona Molinari – “E se domani”
“E se domani”, capolavoro intramontabile di Mina, passando per le mani di Gualazzi riesce a rinnovarsi per trasformarsi in un brano elegante e ricercato. Arrangiamento subblime e Simona Molinari in grande spolvero, che riescono a regalare al pubblico dell’Ariston e ai nove milioni di italiani attaccati al televisore un bel momento di musica/spettacolo.
Voto 5.5Gualazzi e Simona Molinari.jpg

Anastasio con la Pfm – “Spalle al muro”
Due realtà talmente diverse da non potersi incastrare nemmeno con il più abile lavoro di pialla e scalpello. La pfm si è prestata al gioco, ma se avessero avuto il coraggio di rinunciare ci avrebbero guadagnato. Fuori contesto.
Voto 3

Levante con Francesca Michielin e Maria Antonietta – “Si può dare di più”
Il voto corretto sarebbe… nessun voto. Ma non posso esimermi dal mio compito e pertanto, cercando di non apparire incoerente, una nota devo assegnarla, anche quando da parte dell’artista il compito non è stato compreso. Rimandati a un nuovo esame.
Voto 2.5 (il mezzo punto va a incoraggiamento)

Alberto Urso con Ornella Vanoni – “La voce del silenzio”
Con tutte le difficoltà dovute all’età con la quale Ornella Vanoni si trova per forza confrontata, la ex “Cantante della Mala” resta sempre una grande artista. Talmente grande che Alberto Urso potrebbe uscirne completamente oscurato. E invece no. Il duetto fila via pulito e intenso, senza che la forza del personaggio Vanoni ombreggi sul cantante siciliano.
Voto 4.5Alberto Urso e Ornella Vanoni.jpg

Elodie con Aeham Ahmad – “Adesso tu”
Probabilmente se Elodie si fosse esibita da sola, sarebbe stato molto meglio. “Adesso tu” rimane sempre un brano talmente forte da accendere ricordi ed emozioni già di suo, senza la necessità di andare a trasformare il tutto in un volo pindarico.
Voto 4+

Rancore con Dardust e La Rappresentante di Lista – “Luce – Tramonti a nord est”
Ripresa in chiave rap, con tanto di testo riscritto, del famoso brano di Elisa, nel quale Rancore si getta a capofitto con la collaborazione de La Rappresentante di Lista, promettente realtà dell’attuale panorama musicale italiano. Personalmente non mi piace, però funziona.
Voto 4.5

Pinguini Tattici Nucleari – “Papaveri e papere”/“Nessuno mi può giudicare”/“Gianna”/”Sarà perché ti amo”/“Una musica può fare”/“Salirò”/“Sono solo parole”/“Rolls Royce”
La storia del Festival di Sanremo, ripercorso in una manciata di minuti con verve spettacolare e divertente. I pinguini saranno forse anche tattici, ma certamente la radioattività non manca.
Voto 5 –

Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi – “Ti regalerò una rosa”
Ci pensa l’autore, Simone Cristicchi, a far sì che questa cover per Enrico Nigiotti vada a buon fine.
Praticamente come sparare sulla Croce Rossa, impossibile sbagliare.
Della serie, ti piace vincere facile.
Voto 4.5

Giordana Angi con il Solis String Quartet – “La nevicata del 56”
Un tranquillo omaggio senza eccedere più del necessario. Versione carina, ma che certo non rimarrà negli annali.
Voto 4.53333333.jpg

Le Vibrazioni con i Canova – “Un’emozione da poco”
Le vibrazioni, con l’importante supporto dei  Canova riescono a far centro mescolando due mondi nemmeno troppo simili in un unico sistema solare. Il brano si rivela diveretente e ben assemblato, l’arrangiamento ricercato ma non esuberante.
Insomma, probabilmente la miglior esibizione della serata.
Voto 5.5

Diodato con Nina Zilli – “24mila baci”
Malgrado l’indubbia bravura di Nina Zilli, i due non escono bene da questa interpretazione. Non esiste la magia e si vede.
La teatralità della rappresentazione eccede, dandoci la sensazione che questa sia semplicemente una maschera creata a copertura della mediocrità dell’esibizione.
Voto 3

Tosca con Silvia Perez Cruz – “Piazza Grande”
Eseguita in modo magistrale da due professioniste dedite alla perfezione. Dalla sarebbe certamente orgoglioso di questa interpretazione, condita da qualche linea spagnoleggiante ad arricchire il testo.
Il giusto modo di ripercorrere una canzone non propria, senza calpestarla o violentarla.
Voto 5.5

Rita Pavone con Amedeo Minghi – “1950”
La Pavone si fa accompaganare da Amedeo Minghi, autore del brano, per riproporre al pubblico sanremese questa versione di “1950”. L’esercizio riesce abbastanza bene, e non sarebbe potuto essere diverso, vista la presenza di Minghi sul palco.
Certamente Rita avrebbe potuto osare di più, dal momento che Amedeo Minghi, lei, se lo mangia intero anche con i suoi 74 anni,
Voto 4.5

Achille Lauro con Annalisa – “Gli uomini non cambiano”
Lauro truccato da Bowie fa la sua scena. La rassomiglianza visiva è davvero grande. Molto meno quella vocale.
Eppure l’esercizio finisce bene e Annalisa e Achille Lauro portano a termine il brano che fu di Mia Martini senza sfigurare, e questo malgrado l’oggettiva difficoltà del pezzo.
Voto 4.5

Bugo e Morgan – “Canzone per te”
Dopo la carnevalata mattiniera con tanto di lettera ufficiale, redatta da un avvocato, sulla sua intenzione di non salire sul palco ad eseguire la sua cover con Bugo, alla fine tanto tuonò che non piovve!
Bugo e Morgan hanno inscenato il loro folle show, con tanto di auto direzione dell’orchestra, come se niente fosse e lo hanno fatto pure efficacemente. Alla fine tutto bene anche se in effetti la tragedia poteva essere dietro l’angolo.
Voto 4.5

Irene Grandi e Bobo Rondelli – “La musica è finita”
Niente da dire. Niente di eccezionale. Niente da osannare.
Irene Grandi e Bobo Rondelli hanno compiuto il loro compitino in modo più che dignitoso, e qui si chiude il nostro commento in merito.
Voto 4.5Irene Grandi.jpg

Piero Pelù – “Cuore matto”
Che dire? Semplicemente magnifico! “Cuore matto” in versione ancora più rock del rock non si era mai vista e il colpo di genio del duetto virtuale con Little Tony è stata la ciliegina sulla torta. TOP, e lo dice uno che di Pelù non è certo un fan. Voto 5.5

Paolo Jannacci con Francesco Mandelli e Daniele Moretto – “Se me lo dicevi prima”
Un omaggio al padre, che Paolo Jannacci porta sul palco di Sanremo con simpatia e un pizzico di malinconia. Tutto perfetto, ospiti, canzone e interpretazione, quasi teatrale e certo molto sentita. Bella!
Voto 5

Elettra Lamborghini con Myss Keta – “Non succederà più”
La Lamborghini è una non artista che per motivi poco chiari (o forse sì) si è ritrovata dapprima a fare la coach a The Voice e in seguito a cavalcare il palco dell’Ariston. Il nonsense alla massima potenza.
L’esibizione nella serata dei duetti sembrava piuttosto un clip comico di Domenica IN che la rappresentazione di un brano della storia della musica italiana.
Che ci facesse poi Myss Keta, performer nota più che altro nel contesto dell’underground lombardo, sul palco di Sanremo, mica si è ben capito. Forse per via del bacio saffico simulato?
Voto 3.5 (mezzo punto in più per il bacio saffico)

Francesco Gabbani – “L’italiano”
Una storiella nemmeno tanto vecchia racconta che nel momento in cui Neil Armstrong appoggiava i piedi per la prima volta sul suolo lunare e stesse per pronunciare la famosa frase “Un piccolo passo per l’uomo…”, girandosi si avvide che alle sue spalle ci stava già un ristorante italiano.
Questo è un po’ quello che è accaduto ieri sera sul palco dell’Ariston, quando Gabbani, in perfetta tuta d’astronauta, si è esibito sulle note de “L’Italiano” di Toto Cutugno. Cantata peraltro in modo perfetto.
Estro, simpatia e talento, per un personaggio che sempre più si sta dimostrando vincente.
Voto 5Gabbani.jpg
Amadeus
Gestisce tutto alla perfezione. Peccato non comprenda che Sanremo non è un varietà e che lo show dovrebbe evitare di debordare oltre le tre ore di durata.
Voto 5

Tiziano Ferro
Ce n’è sempre troppo. Fastidioso.
Voto 3

Georgina Rodriguez
Presenza inutile per una ragazza che vuol fare um mestiere che non è il suo. Ma ormai è la compagna di Cristiano Ronaldo.
Voto 3

Alketa Vejsiu
La presentatrice della tv albanese parla come una mitragliatrice ma dimostra di saper fare il suo mestiere.
Trovarne….
Voto 4.5+

Bobby Solo e Alketa Vejsiu.jpg

Bobby Solo
Grande professionista come sempre, non si fa mancare niente e si gode il duetto con la bella Alketa Vejsiu come un topo nel formaggio.
Voto 5

Mika
Sempre bravissimo e simpatico.
Ci sta…
Voto 4.5

I tempi
Ventiquattro esibizioni, ospiti, pubblicità e che altro ancora, sono troppo per una sola sera. Non è accettabile che alle due di mattina il Festival non sia ancora andato a dormire.
Voto 2

Palco2.jpg

Sanremo 2020 – L’incubo della scaletta

L’angosciante vaso di pandora infinito

Se per il pubblico televisivo le diverse serate del Festival di Sanremo rimangono una sorta di grosse uova Kinder piene di sorprese, per gli addetti ai lavori presenti in sala stampa ogni giorno, già prima delle cinque della sera, le stesse si rivelano essere un angosciante vaso di pandora infinito.
È infatti al tramonto che gli operatori della stampa ricevono dai colleghi della RAI la scaletta della serata che verrà, un momento da molti vissuto con la medesima inquietudine di quando il medico ci deve comunicare infauste notizie sulla nostra salute.
Generalmente il plico in questione  – nota bene, composto di una ventina di pagine – rimane abbandonato sui tavoli per diversi minuti, senza essere apparentemente degnato di alcun sguardo. Come non esistesse
In verità gli occhi degli oltre seicento giornalisti presenti circolano veloci per la sala, alla ricerca del coraggioso che per primo oserà aprire il velenoso fascicolo, nemmeno stessimo parlando del mortale libro del nome della rosa.
Alla fine qualcuno fra i tanti prende coraggio e decide a compiere l’insano gesto che lo porterà a scoprire l’atroce destino che, a partire dalle otto e quarantasette di sera, piomberà come l’asteroide della Motta sul 50% delle economie domestiche di tutta Italia. Per tacer del mondo!

Tramonto su sanremo 2.jpg
Sanremo 2020 — Alle cinque della sera, vista dalla sala stampa dell’Ariston Roof

Tutti i numeri in sintesi

Preambolo

Ore 20.30 con Prima Festival, in diretta dal Red Carpet del Teatro Ariston;
Pubblicità
20:40Eurovisione
Pubblicità

Festival

PRIMO BLOCCO

20:47 Sanremo – 70° Festival della Canzone Italiana
Sigla
Logo

Apertura  Amadeus                                            02.00 min
Ingresso Fiorello                                                 08.00 min
Ingresso primo blocco nuove  proposte         02.00 min
Artista NP  1                                                         04.00 min
Artista NP  2                                                         04.00 min
Verdetto                                                                03.00 min
Ingresso secondo  blocco nuove  proposte    02.00 min
Artista NP  1                                                         04.00 min
Artista NP  2                                                         04.00 min
Verdetto                                                                03.00 min
Ingresso co-presentatrice  1                             03.00 min
                                                                               39.00 min
Pubblicità

SECONDO BLOCCO
Stacco
Logo

Apertura  Fiorello                                              12.00 min
Meccanismo gara Campioni                            01.00 min
Cantante  1                                                          06.00 min
Ingresso Savino                                                  01.00 min
Savino e Amadeus                                             06.00 min
                                                                              26.00 min
Pubblicità

Francesco Basso.jpg
Sanremo 2020 — Il giornalista Francesco Basso, il primo coraggioso a visionare la scaletta

TERZO BLOCCO
 
Clip istituzionale Sanremo 1

Ingresso co-presentatrici  1+2                        02.00 min
Cantante  2                                                         06.00 min
Cantante  3                                                         06.00 min
Ingresso co-presentatrice  3                           02.00 min
Cantante  4                                                         06.00 min
Ingresso Tiziano Ferro (più ev. ospite)
Canta Tiziano Ferro                                         08.00 min
                                                                             34.00 min
Pubblicità
 
 QUARTO BLOCCO
 
Stacco
Logo

Cantante  5                                                          06.00 min
Snodo foto (Amadeus 1 co-presentatrice)    02.00 min
Cantante  6                                                          06.00 min
Intro Amadeus per inserimento ospite         01.00 min
Canta ospite                                                        06.00 min
                                                                              21.00 min
Pubblicità

QUINTO BLOCCO
 
Stacco
Logo

Cantante  7                                                          06.00 min
Collegamento palco Piazza Colombo             01.00 min
Inserto con ospiti
+ ospiti cantano                                                  23.00 min
                                                                               30.00 min
Pubblicità
 

Sala stampa 0602.jpg
Sanremo 2020 — La sala stampa sotto shock

SESTO BLOCCO
 
Clip istituzionale Sanremo 2
 
Inserto con ospite
+ ospite canta                                                 15.00 min
Cantante  8                                                      06.00 min
                                                                          21.00 min
Stacco
Logo

FINE PRIMA PARTE

Pubblicità

SECONDA PARTE

 
SETTIMO BLOCCO
 
Stacco
Logo
 
Inserto con ospite
+ ospite canta                                                 06.00 min
Discesa scale co-presentatrici                     01.00 min
Cantante  9                                                      06.00 min
Spot Liguria                                                    01.00 min
Inserto con ospite                                          05.00 min
+ ospite canta                                                  03.00 min
                                                                           22.00 min

Stacco
Logo

Pubblicità

Tecla e Canzian.jpg
Sanremo 2020 — Tecla e Red Canzian affrontano i fotografi

OTTAVO BLOCCO
 
Clip istituzionale Sanremo 3
Tiziano Ferro Medley                                       08.00 min
Collegamento palco Piazza Colombo            01.00 min
Cantante  10                                                       06.00 min
Monologo co-presentatrice                             04.00 min
                                                                             19.00 min
Stacco
Logo

Pubblicità

NONO BLOCCO
 
Stacco
Logo
 
Discesa co-presentatrice                                01.00 min
Cantante  11                                                      06.00 min
Saluto RadioDue                                              01.00 min
Cantante  12                                                      06.00 min
Collegamento Sala Stampa                            05.00 min
Inserto con ospite
+ ospite canta                                                    04.00 min
Monologo co-presentatrice                            04.00 min
Classifica giuria demoscopica                       05.00 min
                                                                             31.00 min

FINE PUNTATA

Minuti effettivi                                               243.00 min

OYBD0246.JPG
Sanremo 2020 — La famigerata scaletta

Totale effettivo standard della puntata, annunciato in anticipo alla sala stampa, quattro ore tonde tonde.
A queste andranno aggiunti i tempi pubblicitari, i tempi degli stacchi, gli imprevisti, Fiorello,  i vari Novak Djokovic a sopresa, “cazzi mazzi e ramurazzi”.

Coperte rimboccate alle tre di mattina. Forse!

Sanremo 2020 – La giornata del giornalista

Fra una conferenza stampa, un’intervista e una marea di fotografie

La giornata del giornalista al Festival di Sanremo in verità inizia alla una di notte, quando la  puntata della sera prima è giunta a circa due terzi della sua durata. Il giornalista attento ascolta le canzoni in gara e prende nota di qualche appunto,  che fa sempre IN. Sul grande schermo dell’Ariston Roof  le canzoni e gli artisti scorrono via in una monotona sequenza spezzata ogni tre per due dalle pubblicità  e dagli inserti sempre troppo lunghi della Nutella o della TIM. La conduzione di Amadeus sembra reggersi con dignità, certo sempre sostenuta dall’importante stampella improvvisatrice di Fiorello, ma anche questo ci può stare.
Ma il grosso a quel punto è già passato da un paio d’ore e forse la meglio cosa in questo momento è caricare il pezzo partendo da un breve flashback.

Sala Stampa 2020 2.jpg
SANREMO 2020  — La sala stampa assiste all’esibizione di Elodie

Flashback

Alle venti e trenta i fotografi si sono incolonnati verso il teatro, mentre il resto della sala stampa sta ancora concentrata sulle lasagne della cena.

La serata si avvia alle ventuno con l’entrata in scena di Fiorello, Complimenti a tutti, discorsetto scarica tensione a favore di Amadeus e poi il padrone di casa compare sul palco.
Apre la sfilata dei cantanti la kermesse a ghigliottina (deleteria) “dedicata” ai giovani. Dopo la falcidia dei ragazzi e piccolo spazio pubblicità, Irene Grandi inaugura la settantesima edizione.
Blocco pubblicità  e chi può scivola verso il bar, qualcuno va al bagno.
Arriva Masini tutti si affannano a tornare in postazione. Il brano scivola via senza scossoni.
Sponsor TIM, condito da nuove pause fisiologiche, e poi finalmente il primo brivido sulla pelle. Ce lo regala Rita Pavone, che dall’altezza dei suoi 74 anni e con energia mai sopita, riesce ancora a bagnare il naso a molti degli artisti presenti all’Ariston.

Rita Pavone 2020.jpg
SANREMO 2020  —  Rita Pavone

Adesso il collegamento dovrebbe passare a Roger Waters per un saluto in diretta, ma del bassista dei Pink Floyd non giungono segni di vita. Poi improvvisamente in vetta alla scalinata del Teatro Ariston compare tale Lauro de Marinis da Verona, in arte Achille Lauro, abbigliato con un lungo mantello in velluto nero bordato d’oro.
La sala stampa freme, qualcuno chiacchiera, chissà cosa si è preparato questa volta il tatuato rapper della nera Rolls-Royce.
Il Lauro scende le scale e quasi a fatica non inciampa nel suo corredo, che strano è dire poco. Si apposta a tergo del trespolo con il microfono abbassa la testa e attende. La splendida direttrice, Beatrice Antolini, da il via all’orchestra ma, tolte le basse parole di Achille sulle lente note della base, nulla succede.
Quelli che prima mugugnavano, adesso scazzano, il Lauro pare sfiorito. Trentasei secondi di monotona normalità. Poi il mantello del nero cavaliere cade e Achille Lauro rimane sul palco vestito solo di tatuaggi e di una tutina glitter color pelle, in una spensierata e spettacolare rappresentazione dell’affresco del San Francesco di Giotto, sito nella basilica superiore di Assisi.

Achille Lauro e Boss Doms 2020.jpg
SANREMO 2020  —  Boss Doms e Achille Lauro sul palco dell’Ariston

La sala stampa si scuote al suono di un unisono OHHHHHHHHH, il pavimento trema, le pareti cigolano. Achille Lauro ha scardinato la monotonia, e i giornalisti adesso in mano hanno qualcosa di forte di cui scrivere.
Tutto quello che arriva dopo la performance del samba trapper veronese, Nutella compresa, non ha più nessun gusto. Solo Albano e Romina Power con il loro revival, Emma e, subito dopo mezzanotte, Bugo con Morgan riescono ad alleviare un poco lo shock che ha sconvolto la sala stampa.

Albano e Romina Power 2020.jpg
SANREMO 2020  — Albano e Romina Power

Ad un certo punto ci prova anche la giornalista e scrittrice israeliana Rula Jebreal, ma il suo intervento, per quanto giustificato e sostenibile, si rivela troppo lungo e dispersivo e qualcuno inizia a spazientirsi. A questo punto il flash bach sfuma e si rientra sui tempi ordinari.

Ritorno al presente

All’una e dieci del mattino finalmente compare Raphael Gualazzi, ultimo artista in gara, ma il circo non è ancora finito. Spazio pubblicità, con ulteriore occasione per lo scarico di svariati bisogni fisiologici e poi finalmente la classifica provvisoria:

1. Le Vibrazioni – Dov’è;

2. Elodie – Andromeda;

3. Diodato – Fai rumore.

Sigla di chiusura. I fotografi rientrano dal teatro e iniziano a scaricare e a lavorare di Photoshop tutto il materiale scattato. I giornalisti TV chiudono baracca e burattini e arrivederci!, mentre quelli radiofonici se ne sono andati già da un po’; i poveracci della stampa scritta concludono i pezzi che dovranno uscire sull’edizione del mattino del loro quotidiano d’appartenenza. Quelli di Tutto e Topolino nemmeno si sono fatti vedere.

Verso le due e trenta tutti fuori, la sala stampa chiude. Chi ha ancora lavori in corso prosegue la sua opera in albergo, mentre gli altri si va a dormire che ormai sono quasi le quattro.

Nemmeno si è poggiata la testa sul cuscino che già sono le otto e le sveglie iniziano a suonare. Doccia, colazione e poi via di nuovo verso la sala stampa.
Le porte aprono alle nove, caffè al bar e presa della postazione. I primi ad arrivare sono i colleghi delle radio. Si inizia a scrivere e a trasmettere.

Sala Stampa 2020 1.jpg
SANREMO 2020  — La sala stampa durante la prima conferenza stampa delle undici. Davanti ai giornalisti la giovanissima Tecla Insolia

La prima conferenza stampa è fissata per le undici. Fotografi e giornalisti si lanciano all’assalto dell’artista di turno; alle dodici arriva Amadeus, con tutto l’ambaradan e Fiorello al seguito, e si va avanti in conferenza stampa RAI fino a verso le quattordici. Pausa.
Dalle quindici alle diciotto  altre conferenze stampa e incontri vari poi, per chi ne ha la possibilità, cena come se si fosse in ospedale. Gli altri via a strappare interviste extra.
Alle venti e trenta i fotografi si incolonnano verso il teatro, TG, Prima Festival 2020…
… si va in scena…

Fotografi.jpg
SANREMO 2020  — I fotografi in sala stampa

 

 

Sanremo 2020 – Le prime impressioni

Le canzoni più belle e quelle “così così”…

Nella giornata di lunedì 3 febbraio i giornalisti della sala stampa hanno avuto l’occasione di poter assistere alla prova generale di questo 70° Festival di Sanremo.
Tutti gli artisti, giovani compresi, sono saliti sul palco dell’Ariston e hanno proposto il loro brano alla stampa, permettendo così agli addetti ai lavori di potersi fare un’opinione.

Le Vibrazioni
SANREMO 2020  —  Le vibrazioni durante la prova generale del 3 febbraio 2020 (foto web)

La prima impressione che salta all’occhio, anzi all’orecchio, è che questo Festival avrà una decisa impronta rock, come non succedeva da molti anni… o forse da mai.
Bene ma non benissimo invece la questione legata ai testi portati in gara, con alcuni brani decisamente mediocri, per non dire inadeguati.

Le canzoni “così così”

 Achille Lauro con Me ne frego – canzone che , nota bene, porta la firma di ben sei autori – certamente non fa stravedere quanto a lirica, ma si sa che in questo caso conta piuttosto il personaggio e non il brano.

Achille Lauro 2020.2.jpg
SANREMO 2020  —  Achille Lauro si avvia lungo il Red Carpet

Junior Cally si presenta con No grazie. Anche in questo caso, come fa ben notare il collega Beppe Donadio de La Regione, gli autori sono una marea, sette per essere precisi, per un brano decisamente ruffiano e di scarsa fantasia, anzi stucchevole. Parliamoci chiaro, siamo a Sanremo e la canzone di Cally ci può anche stare, ma viste le polemiche scatenate nelle scorse settimane dalla presenza del rapper al Festival, decisamente tutti si aspettavano qualcosa di più “coraggioso”.

Interessante Finalmente io di Irene Grandi, canzone scritta da Vasco Rossi e Gaetano Curreri che, seppure non tocca gli apici di altri brani dello storico duo, permette comunque alla 50enne cantante fiorentina di presentarsi sul palco in gran spolvero e con la grinta di una ventenne.

Irene Grandi 2020.jpg
SANREMO 2020  —  Irene Grandi sotto le stelle

Le vibrazioni con la loro Dov’è rimangono sempre simili a se stessi. Un brano senza lode e senza infamia che comunque permette al quartetto milanese di rendersi promotore di un importante messaggio. Infatti la band si presenta sul palco accompagnata da un traduttore del linguaggio dei segni, un gesto questo che permette pure alle persone sorde di poter usufruire della canzone.

Le canzoni belle

Michele Zarrillo ci propone L’estasi nel fango e ancora una volta riesce a emozionare e toccare le sensazioni più profonde del nostro io.

Ringo Starr, dei Pinguini Tattici Nucleari, si rivela un brano divertente, ma anche un inno alla normalità quotidiana della maggior parte delle persone,  “in un mondo di John e di Paul, io mi sento Ringo Starr”. E di George ci siamo dimenticati?

Pinguini Tattici e Piero Pelù 2020.jpg
SANREMO 2020  —  Pinguini Tattici Nucleari e Piero Pelù

“Niente di proibito tu sei benvenuto al mondo”, canta Piero Pelù in Gigante, rivolgendosi al suo nipotino Rocco, naturalmente con la sua solita verve rock che da sempre lo contraddistingue.

Una potente sezione fiati di stampo “New Orleans”, o forse più brasileira, accompagna invece Raphael Gualazzi nella sua Carioca, canzone dal testo forse non eccelso, ma che il cantautore e pianista marchigiano riesce a elevare grazie al suo talento e all’enorme carisma.

Ma il brano che più di tutti mi regalato grandi emozioni, e che tanto vorrei vedere arrivare sul gradino più alto del podio di questo 70° Festival della canzone italiana, è quello che ci regala Paolo Jannacci, Voglio parlarti adesso. Una splendida e struggente ninna nanna dove Paolo, con drammatica dolcezza, si rivolge alla sua bambina e pensando alle troppe calamità che sconvolgono il globo la rassicura… “adesso dormi. Qui ci penso io a te”.

Paolo Jannacci.jpg
SANREMO 2020  —  Paolo Jannacci sul Red Carpet di Sanremo 2020

Per quanto riguarda le nuove proposte, emergono particolarmente Matteo Faustini, con la sua Nel bene e nel male, canzone che racconta di un tenero amore adolescenziale, e Tecla con 8 marzo, un brano dedicato all’universo femminile.

 

Non confondere il burro con la ferrovia

Un racconto di Davide Buzzi

Il 10 giugno 1940, a seguito dell’entrata in guerra dell’Italia, un treno di derrate alimentari, destinato all’esportazione nella vicina penisola, venne bloccato su un binario morto all’interno del punto franco ferroviario di Chiasso. Alla domanda di un funzionario doganale elvetico, su cosa contenesse uno dei vagoni e dove fosse diretto la merce, lo spedizioniere italiano responsabile delle pratiche di esportazione riferì che si trattava di un carico di burro svizzero di prima qualità che, per ordine improrogabile del Presidente del Consiglio, Benito Mussolini, doveva essere consegnato nella capitale fascista con priorità assoluta.
«Vista la situazione politica attuale, probabilmente il Duce dovrà pazientare parecchio prima di potersi curare le emorroidi con il burro svizzero!», pare proferì a quel punto il doganiere confederato.
La frase, certamente infelice, suonò allo spedizioniere come un’offesa inenarrabile e costui, ardente di sdegnosa collera, si recò presso la sede del Fascio di Ponte Chiasso per presentare al segretario locale del partito un esposto ufficiale sull’accaduto.
Naturalmente il Segretario del Fascio, ben conscio che “la satira oltraggiosa corrode il vigore fascista” e che “è lo spirito a domare e piegar la materia”, senza indugio alcuno trasmise a Roma un dispaccio ufficiale, nel quale esponeva per filo e per segno quanto successo in quel del punto franco di Chiasso, come anche le indicibili parole del funzionario doganale svizzero. Inutile palesare che la faccenda provocò un grave incidente diplomatico fra Svizzera e Italia.
Intanto il vagone di burro, indifferente alle agitazioni belliche di oltre confine e agli improbabili ma palesi incidenti diplomatici scaturiti dalla sua presenza in quel di Chiasso, era rimasto immobilizzato sotto il sole cocente sul suo binario morto.
Il Burro, sbollentato dal calore che aveva invaso l’interno del carro, iniziò così a sciogliersi e a gocciolare sui binari sottostanti, dapprima diffondendo nell’aria un aromatico profumo di bistecche fritte, che pian piano si trasformo però in un pestilenziale sentore di rancido talmente tenace da oltrepassare la frontiera, malgrado il blocco decretato dalle autorità svizzere a qualsivoglia tipo di esportazione diretta o indiretta, per giungere ad infestare l’aria fin dentro la Casa del Fascio di Ponte chiasso.

In merito all’incidente diplomatico fra Svizzera e Italia, cagionato dalle presunte emorroidi del Duce e sui benefici lenitivi del burro svizzero, non è dato sapere come si risolse la vertenza ma, vista la rinuncia di Mussolini a invadere il neutrale staterello, si può desumere che alla fine il fatto venne archiviato senza seguito.

Peraltro l’intera vicenda insegno che è sconsigliabile confondere il burro con la ferrovia.

LATI.jpg

Postilla
Io amo gli alberi. Difendeteli, vi aiuterò a difenderli.
(Benito Mussolini)
Citato in L’Alpe. Rivista forestale italiana, tip. di M. Ricci, 1928, pag. 513 e su una medaglia del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste del 1935